
Apprendo con smisurato gaudio e inarrestabile letizia che la Repubblica Popolare Cinese ha deciso di dichiarare il 28 marzo del 2009 festa nazionale. «Embè - si chiederanno ora i miei 25 lettori - che accidenti sarà mai successo il 28 marzo?». E' successo che esattamente cinquant'anni fa, suppergiù proprio attorno a quella data, l'allora Dalai Lama dovette abbandonare il Tibet per sfuggire alle persecuzioni cui erano sottoposti lui e i suoi seguaci da parte del simpaticissimo e giovialissimo governo di Pechino. Una data da festeggiare, insomma. Specie per il PCC.
Ma la cosa più straordinaria sapete qual'è? E' la motivazione addotta dal governo cinese per eleggere la data a festa nazionale. Ovvero la «liberazione» del Tibet dal «giogo di un'oppressione di stampo feudale». Sì sì sì, proprio così. Testuali parole, semplicemente tradotte dagli enfatici ideogrammi in mandarino. Insomma, secondo i Mao's Friends la placida ed inoffensiva teocrazia dei bonzi sarebbe stata il diabolico oppressore che non veste Prada ma tuniche color arancio. Roba che neanche il fratello cattivo di Luigi XVII. Mentre invece i carri armati con la stella rossa sarebbero stati i portatori della fiaccola della libertà. Wow. Non fa una grinza, no? E se basta così poco a frullare la storia e rivoltarla come un calzino, chissà che belle news ci porterà il futuro.
Ecco, suppergiù, cosa credo ci aspetterà nel programma dei festeggiamenti dei prossimi anni:
- l'associazione internazionale neonazista "Gli amici di Adolf" indirà per il 14 giugno del 2010, a sessant'anni esatti dall'apertura dei cancelli di Auschwitz, una giornata di festeggiamenti per celebrare il primo "parco giochi a tema" della storia.
- il 24 agosto dello stesso anno un gigantesco motoraduno di barbuti appassionati delle dueruote e armati di catene, provenendo dall'Est Europa convergerà sulla capitale italiana per celebrare la ricorrenza del 1600esimo anniversario della gioiosa scampagnata organizzata da Alarico, al grido di: "Tutti a Roma, pranzo al sacco"
- Il 13 maggio di quest'anno, invece, si festeggerà la "Giornata Mondiale contro la noia derivata dal troppo studio", celebrata per la prima volta da Pol Pot nel 1976. Ognuno potrà scendere in strada con una roncola, un badile o un piccone e calarlo con violenza sulla testa del primo intellettuale noioso di passaggio. «Riconoscere un noioso intellettuale - ci spiega Pol Pot - è facilissimo: basta che porti un paio d'occhiali»
E via di questo passo. Pensate un po' che bello: quante feste, quante celebrazioni. Forse addirittura l'Ordine nazionale degli architetti si mobiliterà per un seminario dedicato a Nerone, il più grande e rivoluzionario urbanista dell'antichità.
Guardare al passato non è mai stato così divertente.


