
Dopo attente analisi e approfonditi studi, sono giunto alla conclusione che la vita non è altro se non un gigantesco nastro trasportatore da mensa aziendale, davanti al quale siamo seduti, in perenne attesa del pasto.
Peccato soltanto che sul nastro non scorrano solamente pietanze prelibate. Di tanto in tanto, infatti, vi passa la merda. Già, proprio la merda. A volte tanta, a volte poca, ma sempre puzzolente e sozza. Merdiforme, merdace, merdosissima merda, insomma.
Spesso, per fortuna, si tratta soltanto di piccoli stronzetti di cane rachiticamente rinseccoliti, che transitano a cadenze così dilazionate nel tempo da venir quasi archiviati dal subconscio come inesistenti. Ma è proprio in quei momenti, proprio quando si volta le spalle al nastro con ostentata sicumero, che esso ci scarica nel piatto badilate su badilate di letame caldo e fumante. Carrettate. Vagonate. Container interi di merda. Proprio tanta merda.
Allora che si fa? Si annega? Certo che no. Non ci si arrende mai senza lottare, e se lo dice anche John Wayne c'è da crederci. Si nuota? Neppure, perché prima o poi le forze vengon meno, si annaspa, e quindi si annega.
Ebbene, che ci resta da fare? Mangiare tutto, di gran gusto, dalla prima all'ultima forchettata. Anche se ha tutt'altro che un buon sapore.
Però occorre essere adeguatmente preparati.
Un modo per esserlo c'è. Lo chiamo "mitridatismo alla merda", in memoria di quel celebre re del Ponto che, temendo di venir avvelenato da un momento all'altro, ogni mattina, a colazione, nel caffé, scioglieva una gocciolina di veleno, tanto per abituare poco alla volta il proprio organismo all'imminente attentato. E fu così che la scampò, per giunta più di una volta, con gran scorno di chi gli voleva male, e poté così coronare il suo desiderio di lasciare in eredità il proprio regno a Roma. Bella storia, neh? Ne faccia tesoro.
Un cucchiaino di merda al giorno, dunque, tanto per tenere il palato in allenamento, pronto anche a fare indigestione all'arrivo del Big One di magna merda che inonda e affonda. Così, mal che vada, ci si procura al massimo un acetone di quelli seri.
Ma si sopravvive. E, come dicono sempre nei film gli eroi bellissimi e fortissimi con la sigaretta all'angolo della bocca, "quello che non t'ammazza ti rende più forte". Dico bene?
Allora coraggio, non disdegnare mai il tuo cucchiaino quotidiano di fragrantissima cacca!





