
Si fa sempre un gran parlare di energia pulita, di fonti rinnovabili, di come queste potrebbero salvare il pianeta dalla catastrofe del surriscaldamento globale, di come le fonti attualmente utilizzate siano inquinanti, dannose, e per di più destinate ad un rapido esaurimento. I blog non sono certo da meno: anzi, la blogosfera pullula di sedicenti ambientalisti, più o meno seri, che lottano nelle maniere più disparate, e il più delle volte assolutamente cretine, per un mondo più pulito. Uno di quelli che lavora meglio, in questo frangente, producendo le riflessioni più serie e sensate, è certamente LUI. Peccato la sua pregevolissima produzione sia solo una goccia di illuminata sapienza in un mare di gretta inettitudine.
Ma ne avete mai visto uno proporre una soluzione davvero valida, decisiva, risolutiva e universalmente applicabile? No, mai. C'è sempre qualcosa che non funziona: o è un'idea troppo dispendiosa, o è inattuabile, o semplicemente è stupida. Punto.
Noi qui invece siamo pragmatici e costruttori di certezza, fino in fondo. E in un'occasione così lieta e gioiosa come il Natale, dove tutti diventano più buoni, specie col sugo, e si riempiono le tasche di propositi altrettanto buoni, avanzo dunque la mia soluzione definitiva.
RIPRISTINIAMO LA SCHIAVITU'
Merita una piccola premessa a parte la sottolineatura del fatto che non c'è assolutamente alcunché di razzista, integralista o xenofobo nella mia proposta. La schiavitù sarà infatti questione di merito, o per meglio dire conseguenza di un demerito, e non sarà condizionata in alcun modo dall'appartenenza o meno ad una razza, religione, provenienza geografica né orientamento politico o sessuale. Ad esclusione, ma pare superfluo sottolinearlo, di protagonisti e telespettatori dei programmi di Maria De Filippi e Paolo Bonolis. per questi non cì sarà pietà alcuna, dal momento che già il solo fatto di esistere è per loro condizione sufficiente e necessaria per trascorrere il resto dei propri anni in catene, a servizio di chi vuole costruireun mondo migliore.
Si diventerà infatti schiavi per debiti, perché caduti prigionieri di guerra oppure, ma questa volta soltanto per un periodo predeterminato, in sostituzione della permanenza in carcere a seguito della comminazione di una pena detentiva della durata inferiore ai 20 anni.
Nel primo caso, vista l'insana tendenza dell'italiano moderno a spendere più di quanto guadagna per ricoprire la propria vuota e scialba esistenza di un'aura di falsa ricchezza, non sarà poi molto difficile rimediare la materia prima. Inoltre, si farà meritoria opera di moralizzazione: solo i virtuosi, i probi e i parchi resteranno liberi, mentre i prodighi e gli inetti scialacquatori pagheranno il loro fio mettendo in opera le proprie braccia a servizio di un mondo più pulito.
Come diceva poi quel gran filosofo di Trotzkij, la guerra è la locomotiva della storia. E' nella pugna, infatti, che maggiormente si sviluppano le arti, le scienze e le tecnologie. E, in questo caso, sarebbe dalla lotta che si rimedierebbe energia pulita in gran copia. Voi direte: e qui dove sta il principio del demerito? Beh, cari i miei pensatori politicamente corretti del Nuovo Millennio, se vi domandate ciò è proprio giunta l'ora di farvi un ripassino sul senso di Giustizia Universale: la sconfitta è di per se' un demerito. Il vinto soggiaccia al vincitore. E al soccombente che non voglia soggiacere, sia concesso l'escamotage di una morte onorevole tramite mojito alla cicuta, taglio dei capelli con sfumatura altissima, avvelenamento da piombo per eccessiva esposizione ad un plotone di esecuzione, cravatta in canapa con nodo molto stretto, aut similia.
Infine, per quanto riguarda la schiavitù in luogo del carcere, altro non è se non la reinterpretazione in chiave più rigida della condanna ai lavori forzati, di sicuro la più edificante e formativa di tutte, da ché l'uomo ha inventato in forza di leggi le pene per punire chi contravviene alle regole del vivere comunitario.
Ma quali sono i vantaggi, economici ma soprattutto ecologici, dello schiavo?
Lo schiavo consuma meno del motore a scoppio: un tozzo di pane e una brocca d'acqua possono fornirgli autonomia sufficiente ad un'intera giornata di lavoro.
Il valore dello schiavo rispetta i parametri delle leggi di mercato. Sale in presenza di elevate doti fisiche o intellettuali, viceversa cala in loro assenza. Stesso discorso sulla variazione dei prezzi legata ad una massiccia o esigua presenza del prodotto sul mercato. Cosa più importante, vista la facilità di reperimento della materia prima, male si presta ad inopportune manovre lucrative di cartelli o trust finalizzati al controllo dei prezzi, come avviene oggi per ilpetrolio e per le altre principali fonti di energia.
Lo schiavo è ecologico. Non emette gas né polveri dannose per l'atmosfera. Al massimo provoca fastidiose emissioni, cui però si può rimediare velocemente, e senza nocumento alcuno, aprendo semplicemente la finestra. Lo schiavo, poi, si ripara facilmente quando si rompe, previa convalescenza più o meno prolungata, e in caso di guasto definitivo (leggasi "morte") ritorna in toto alla Madre Terra e da essa può essere proficuamente riutilizzato.
Le emissioni dello schiavo possono essere riutilizzate con grande giovamento dall'ambiente, senza recare danno alle colture, all'avifauna e all'ecosistema in genere, ma anzi riuscendo in taluni casi addirittura utili alle attività agricole.
Lo schiavo, se trattato umanamente, come del resto sarebbe sempre auspicabile, può divenire anche un buon amico, un confidente discreto, e pure un ottimo conversatore. Provate voi, altrimenti, a disquisire amabilmente di metafisica con un frullatore elettrico. Vi riuscirà ben difficile, a meno che non siate schizofrenici.
Last but not least, per quanto ci abbiano provato e riprovato, gli scienziati non sono mai riusciti a sollevare un obelisco tramite l'ausilio di macchine con la stessa soddisfacente perfezione con cui i faraoni facevano elevare i loro a suon di nerbate. E questi, ne converrete, sono piccoli grandi sfizi cui difficilmente un gentiluomo può rinunciare.
Ancora tante e meravigliose sono le qualità che uno schiavo può vantare in più rispetto ad una macchina, la quale invece é di per se' nemica dell'uomo, complicata, inquinante, e figlia del demonio. ne ho qui elencate soltanto alcune, nella speranza che esse siano bastevoli a convincervi intorno alla bontà della mia tesi. In caso contrario, che questo sia l'inizio di un fruttifero scambio di opinioni.
Certo di avevri tutti dalla mia parte, prima o poi, auguro un felice Natale a tutti

