lunedì 9 luglio 2007

Non toccate il mio orticello

Talvolta accadono cose bizzarre. Cose che fanno riflettere, e che se non fossero così assurde da rasentare la follia potrebbero anche far sorridere. L'ultima mi è capitata proprio qui, sul blog, nel post che trovate poco più in basso, quello dal titolo "Facite ammuina". E se leggete anche i commenti in calce capirete di cosa parlo, e quanto sia pregnante il titolo in proposito.
Mi spiego. Guai a parlare di un gruppo socialmente definito, anche se lo fate involontariamente, come nel caso del mio post, se non ne fate parte a pieno titolo. Altrimenti, apriti cielo!, è un drammone. Ok, quando ho martellato i vegani era voluta, anzi sperata, una reazione brusca da parte dei diretti interessati. Anche quando me la sono presa con Vasco per la stupidità della sua produzione più recente sapevo benissimo che sarei incappato nell'ira funesta dei suoi numerosissimi fans. E vabbè, me l'aspettavo, ed ero pronto. Quindi, se qualcuno mi dà dello stronzo perchè è un vegano o un Blascofilo convinto, non mi inalbero e anzi ci discuto. Fa parte delle incantevoli meraviglie di un sano e costruttivo scambio dialettico.
Ma essere tacciato di razzismo solo perchè ho citato un brano tratto dal Regolamento della Reale Marina del regno borbonico, senza altra colpa se non forse proprio quella di non essere io stesso un suddito di Sua Maestà Francesco II, è una cosa che ritengo francamente assurda. E non solo: perchè per una sorta di strana osmosi, infatti, grazie a quel post ora anche tutte le altre pagine del mio blog "trasudano razzismo". Peccato poi che l'accusatore si sia allegramente astenuto anche solo dal visionare il filmatino che campeggiava poco più in basso, nel quale il dialetto della mia terra d'origine è fatto oggetto di una feroce ma simpaticissima presa in giro.
Ma va bene, ora ho capito l'andazzo e mi sono premunito. Ho finalmente compreso come funziona il meccanismo. Lasciate dunque che lo illustri anche a voi, così che almeno i lettori del mio blog (presumo siate in tutto in tre, escludendo i parenti e chi ci capita per sbaglio) possano salvarsi dall'incappare in cotanto errore. (ATTENZIONE: Premetto, a beneficio di quelli che hanno un senso dell'umorismo pari o inferiore a quello di un calzino spaiato, che le riflessioni che seguono sono ALLEGRE FACEZIUOLE. No, sapete com'è, capitasse mai che qualcun'altro s'offenda...)
1) Se come me ridete ai piacevolissimi "jokes" che racconta Eddie Murphy nei suoi spettacoli di cabaret, nei quali mette perennemente alla berlina i difetti degli afroamericani, siete dei luridi razzisti. Perchè lui è nero e quindi può, gli altri invece no.
2) Se come me dallo sghignazzare vi piegate in due come uno Star Tac quando leggete un aforisma di Woody Allen, Moni Ovadia o qualunque altro genio yddish, siete degli sporchi antisemiti. Perchè loro sono ebrei e quindi possono, gli altri no.
3) Se come me siete nella ristrettissima cerchia di coloro che conoscono il comico Scott Capurro, forse il più grande comico gay che sia mai esistito (almeno stando a quanto ritiene la critica), e oltre a conoscerlo apprezzate anche le sue salaci battute di spirito... beh, dai, l'avete capito: siete degli omofobi ignoranti. Anche qui il perchè è il medesimo: lui è gay e quindi può, gli altri no.
Non fa una grinza, no?

7 commenti:

Giorgio Marasatti ha detto...

Dalla tua citazione su Allen evinco che hai buon gusto. Complimenti.

wagon ha detto...

Quella sul fatto che il sesso occasionale sia pericoloso, e che quindi bisogna fare sesso con donne diverse ogni sera, perchè non sia più occasionale, è la mia preferita di Allen.

Comunque condivido anche se mi chiedo perchè sei così in paranoia perchè un pirla ti ha dato del razzista. Mi chiedo anche perchè stiano qui ad insultarmi, i tuoi lettori, invece di venirlo a fare a casa mia e non rompere i coglioni a te. Ma è bello così... un giorno questo tuo blog sarà mio, perchè lo colonizzerò (eh sì, sono anche pro-colonialismo). Sono come l'agente Smith di Matrix, e tu sei Neo, però meno figo.

Pautasio ha detto...

Non sono in paranoia, mi sono limitato a cogliere uno spunto interessante per farne un nuovo post. Un transfert da deformazione professionale

Pitu ha detto...

le parabole aiutano:

Una famiglia di MERIDIONALI Padre Madre e Figlio, ormai da anni residenti a Torino, si recano dal decano piemontese e gli chiedono, ormai stufi di essere sbeffeggiati, cosa devono fare per diventare piemontesi anche nel sangue.
Il decano impietosito dalla richiesta gli svela il segreto
DECANO : "Alura Terun, ca vada sle rive del PO cas' buta in drinta e quand chiel a riva da l'autra banda chiel as sent già un piemunteis, a la capi?"
Terun PADRE : "Miinchiaa".
La famigliola di corsa si reca al Parco del Valentino sulle rive del PO ed ad uno ad uno tentano il gesto.
Il Padre si tuffa nelle acque del fiume nuota ed arriva sulla riva opposta e dice:
"Boja faus a stagu propri bin am sentu propri un turineis doc, Pinaaaaaa ( La moglie ) ven si dai, ven si".
La donna segue le indicazioni e si tuffa e raggiunta la riva dice:
"Tlas propri rasun am sentu na vera fumna turineisa, sun propri sudisfaita o basta la!!"
Manca solo il figlio TANO, il padre e la madre lo incitano a fare lo stesso.
PADRE : "Tano ven si dai campte n drinta,ven si".
FIGLIO : "Papa che minchia dici è fredda mi bagno la testa e mi si Slega lu ciuffo cul giel che cazzo".
PADRE : "Fa nen al fol ven si dai ciciu ven si"
FIGLIO : "Ancora minchiaaaaa ciò freddo come minchia te lo devo dire, non mi capisci ahhhhhhhhh?"
PADRE : "Fa nen al picio, Dai ven si!"
FIGLIO : "Miiinchia che palle vafancuuulo a te e lu fiume"
Il PADRE SCONSOLATO SI RIVOLGE ALLA MOGLIE:
"CRISTU PINA A L'E' GNANCA DES MINUTE CHE SUN PIEMUNTEIS E AIE' GIA' UN NAPULI CAN FA GIRE LE BALE".

Pautasio ha detto...

Caro Tacchino, gran bella barzelletta. Debbo per� riprenderti sulla grammatica. Caspita, la lenga l'� la lenga, boja faos, e vanta scriv-la giusta!

Louis ha detto...

Comunque se vuoi un flame degno di questo nome, scrivi contro il dams

Pautasio ha detto...

Mi serve uno spunto abbastanza solido da poter utilizzare come trampolino, come avesti tu la fortuna di averlo tempo addietro. Certe cose non si possono raffazzonare...