giovedì 27 dicembre 2007

La corazzata Potemkin è una cagata pazzesca


Quante volte ci siamo trovati a dover lodare, decantare, adulare, manifestare ammirazione o gratitudine per cose nei confronti delle quali, in realtà, non nutrivamo il benché minimo interesse o, peggio, per cose che molto più semplicemente ci suscitavano ribrezzo?
Quante volte, ogni giorno, dobbiamo ripetere la stessa deprimente pantomima?
Lo abbiamo fatto, o meglio, continuiamo a farlo costantemente, indefessi: un po' per condiscendenza, un po' per utilitarismo, un po' per stringente necessità, o per quieto vivere, o ancora perché temiamo di ferire i sentimenti di qualcuno che ci è molto caro. Ma, qualunque sia il ridondante vestimento con cui vogliamo addobbare il nostro miserrimo modo di fare, soltanto per farcelo apparire un po' meno meschino di quanto non sia in realtà, resta il fatto che fingiamo. Fingiamo, spudoratamente e impunemente. E, il più delle volte, il risultato è che la farsa di cui ci facciamo grotteschi capocomici non porta nemmeno al risultato sperato.
Ma fingiamo lo stesso, perché dire la verità, palesare il nostro reale giudizio e la nostra vera opinione, quasi mai è "utile", quasi mai è "conveniente", quasi mai è "opportuno". Di sicuro, non è mai l'escamotage più comodo per cavarci d'impiccio. Così fingiamo, senza porci troppe domande. Fingiamo così bene, e così spesso, che alla fine arriviamo a convincere addirittura noi stessi della genuina e virginale bontà della nostra finzione.
Come quando ci diciamo che il cinema italiano è vittima di un mercato nelle mani delle grandi case di distribuzione, quando in realtà da noi è sempre funzionato in maniera diversa: cioè che se un film è bello, la gente lo va a vedere, a prescindere dalla pubblicità, e se quindi nessuno va a vedere Muccino e la Comencini è semplicemente perché fanno cacare riproduzioni in scala 1:1 del Taj Mahal (Ecco, qui, ad onor di Verità, va fatta un'eccezione per quanto riguarda i film di Boldi e De Sica, che nonostante il successo stratosferico fanno petare come vaporiere impazzite sul Mississippi: essi, ed il loro pubblico in particolare, sono il simbolo vivente del decadimento inarrestabile del genere umano, e la prova lampante che, come sostengono Giorgio Celli e gli ambientalisti finlandesi, è ormai giunto il momento che l'homo sapiens si estingua, per il bene del Pianeta).
Come quando sotto l'albero troviamo il dodicesimo pigiama di flanella a quadrettoni e, ciononostante, abbiamo ancora il coraggio di sorridere a 32 denti per poi esternare con plastico gaudio: "Accipicchia, che sorpresa! Era proprio quello che desideravo...".
O come quando alla Gam fingiamo di apprezzare il messaggio di un imbrattatele ugro-finnico che molto di più avrebbe dato al mondo se si fosse dedicato al suicidio, anziché alla pittura. Tagliandosi per esempio le vene, anziché una tela.
Come quando: "Signora, delle tagliatelle così non le ho mai mangiate", scordandoci poi di sottolineare anche l'augurio personalissimo di non essere mai più costretto a mangiarle, tanto sarebbe più bello, ma soprattutto più umano, finire i propri giorni in un campo di prigionia segreto per dissidenti del Partito Comunista Vietnamita.
O ancora come quando: "Direttore, che magnifica cravatta!", anche se il motivo dell'assurdo orpello pendente in finto acrilico con il quale il nostro capo ha maldestramente tentato di strangolarsi nel colletto della camicia a righe ricorda un drammatico incidente in tangenziale tra uno scuolabus, una betoniera, due bisarca e un'autocisterna di gasolio.
Eccole qui, le nostre piccole grandi corazzate Potemkin del quotidiano. Quelle che osanniamo con parole di lode che nemmeno il Morandini, e che invece vorremmo affondare a suon di bordate di piombo che nemmeno la Perla di Labuan.
Allora diciamolo, una buona volta, che la corazzata Potemkin è una cagata pazzesca. Diciamolo spesso. Ne guadagneremo in salute, in serenità, in pace interiore, e potremmo accostarci alla nostra prossima reinacranzione con il kharma fresco di bucato, senza il timore di rinascere scarrafone, cimice, esattore del fisco o Gigi D'Alessio.
Ma soprattutto potremo goderci in piedi, in santa pace i nostri meritatissimi 92 minuti di applausi.
Ps Grazie di cuore ad Ale, per avermi involontariamente suggerito il prezioso spunto dagli alambicchi del suo Laboratorio.

28 commenti:

Louis ha detto...

stai invecchiando. Una volta avresti infilato la parola "diarrea".

E ci sarebbe anche stata bene.

Pautasio ha detto...

La diarrea ha bisogno di un contesto più specificatamente articolato. Vedrai che presto riuscirò a citarla da qualche parte, la diarrea. Tipo in un commento come questo, dove la diarrea compare per ben tre volte di fila quasi senza che il lettore si accorga di quanto spesso venga citata la diarrea. E quattro.

Alessandro ha detto...

Che bel modo di parlare di cagate...

Comunque hai ragione nel post però bisogna anche proseguire nella visione dei video successivi per veder come va a finire la ribellione verso il conformismo, almeno nel mondo dei vinti fantozziano, dove in pratica si è costretti a interpretare ciò che si odia, diretti dal proprio aguzzino. Diarrea (e 5)

Alessandro ha detto...

Per fortuna che non funziona sempre così nel mondo reale...
diarrea (e 6).

Fary ha detto...

Credevo che il virus dell'influenza con diarrea (7) annessa costringesse a restare a letto, e non davanti a un pc...

Angurie a tutti!
(anche questa può essere per qualcuno una corazzata Potemkin, a pensarci bene)

Pautasio ha detto...

Uè, amici miei, ma è possibile che con voi si possa solo parlare di cacca nei suoi tre stati fisici (liquida, solida e gassosa, ovvero quella che poi dà origine alla cosiddetta "frenata di bicicletta nelle mutande")? Poi è ovvio che certa gente arrivi qui dicendo che questo non è un blog serio. Suvvìa, meno facezie e più concretezza. Dài, ché lo so bene che quando vi applicate non siete poi così cretini...

Acrimonia ha detto...

Ecco io non scriverò la parola diarrea (ops, 8)... Questo post m'è piaciuto. Intelligente e acuto.
Ora, posso dire che anche Quarto Potere a me ha fatto diarreare (argh, e 9)!?

Pautasio ha detto...

Quarto Potere? Altrimenti detto Citizen McCaine? Io mi sono addormentato mentre lo guardavo. Ma siccome tutti dicono che è un capolavoro, lo dirò anche io. Ah,no, è vero... ho appena finito di scrivere che queste cose non bisogna farle.

Acrimonia ha detto...

Perdoni se la correggo, il titolo è Citizen Kane... Comunque io non mi sono addormentata giusto perché ero in compagnia quando l'ho guardato. Il mio moroso di allora mi disse: "Ah no, dai, riguardatelo, magari da sola, vedrai che ti piace!". EH? Ma mi vuoi così male, amore mio? Riguardarlo, non ci penso nemmeno!

Pautasio ha detto...

Ahaha, devo aver erroneamente fatto una crasi col protagonista di Die Hard... Comunque, era lampante che la tua metà non t'amasse nemmeno un po'. Ora che fine ha fatto, l'hai sposato? ;-)

Acrimonia ha detto...

Tzè, uno che mi consiglia di RIvedere Citizen Kane? Sposato?

Pautasio ha detto...

Meraviglioso... cosa fai sabato sera?

Acrimonia ha detto...

Lavoro, amico mio. Guadagno soldini per poter realizzare un film capolavoro, un po' Quarto Potere, un po' Corazzata Potemkin. In pratica, un'iniezione letale di cloroformio e lassativi! :D

Doctor Steve ha detto...

Programma: lettura de: "Il Resto del Pautasio", seguirà dibattito.
Battute a parte, la prima cosa che mi viene in mente è che queste cose hanno sempre fatto parte di certi ambienti di sinistra, ove non è previsto che qualcosa possa non piacere (esempi a migliaia, ma uno su tutti, inizia per J e finisce per ovanotti).
Giusto per riportare il discorso su binari molto più faceti (e a proposito di quell'altro suo scritto, degli uomini normali), era divertentissima tempo addietro una trasmissione su la7, quella dei 5 cul... ehm gay...ehm diversamente sessuo-abili, i quali propinavano sushi, tempura, sashimi, arredamenti improbabili, acconciature temerarie...e altro, a sprovveduti (immagino attori, però), cosidetti normali, i quali non avevano nessuna voce critica in merito. Ah, se avessero letto Pautasio!

Anonimo ha detto...

Buon anno Luca

CresceNet ha detto...

Gostei muito desse post e seu blog é muito interessante, vou passar por aqui sempre =) Depois dá uma passada lá no meu site, que é sobre o CresceNet, espero que goste. O endereço dele é http://www.provedorcrescenet.com . Um abraço.

ilallà ha detto...

visto che mi hai dato lo spunto è ora che inizi a dirti tutto ciò che penso di te e del tuo cappottino nero... quello che ti sta tanto bene..... anzi no, visto che si tratta solo di un cappotto continuo con la pantomima e FINGO tu stia davvero bene, intellettualoide!

Pautasio ha detto...

Ok, Acry, dopo il film passo a prenderti con il mio cavallo bianco. Dei pantaloni bianchi

Acrimonia ha detto...

Uau, ecchissei?! Principe azzurro con cavallo bianco di pantaloni bianchi, senza paura e senza macchia (meno male, ché sul bianco si vede subbbito). La macchina di che colore ce l'hai? Spero faccia pendant...

Pautasio ha detto...

C'Ho una macchia di sugo sulla camicia, che fa pendant con la cravatta regimental. Se la guardi distrattamente sembra quasi una pochette...

Acrimonia ha detto...

Ignoro cosa sia una cravatta regimental, ora vado a documentarmi!
Carino con la pochette... uomo col borsello! Ragazza che limoni solaaa!!

Pautasio ha detto...

Brava, Acrimonia, denoti spigliatezza...

Acrimonia ha detto...

Sì, con la i eh, spIgliatezza, mi raccomando! :)
Comunque mi sono informata (c'è un treno che parte alle 7.40... no, basta con ste canzoni che non c'entrano un bip), e ora SO cos'è una cravatta regimental!!! :D

Pautasio ha detto...

Bene, allora adesso potrai immaginarmi nel pieno della mia signorile eleganza...

meriinga ha detto...

Fortuna che il mio capo oggi è in giro e non rientra.
Come potevo giustificare un attacco di... no, non di diarrea (uops, 10) ma di lacrime e risate.

Comunque io già al primo pigiama di flanella a quadrettoni non riesco a mascherare dietro a un sorriso la smorfia di ribrezzo. Si capisce dalla mia espressione che una cosa mi fa schifo, non riesco proprio a mimetizzarla e quando ci provo sembra che mi abbia colpito una parziale paresi facciale e comincio a parlare cone Sylvester Stallone.

Pautasio ha detto...

Grazie a meriinga che torna a parlarci di diarrea. Ne sentivamo la mancanza, eravamo perso nei meanrdi di riflessioni di tutt'altra fatta, ma lei ci ha ricondotto all'ovile con piglio fermo e deciso. Bene, bis. Uau.

Ps immagino che il tuo direttore sia uscito per correre ad acquistare una cravatta nuova... Dico bene?

meriinga ha detto...

Chiaro.
Regimental blu, come i colori aziendali.

Filippo ha detto...

Ahahaha... sei troppo forte! Sono piegato in due...